Eccellenza, et Trionfo del Porco

(Ferrara, 1594)

Giulio Cesare Croce nato a San Giovanni in Persiceto (Bologna) nel 1550 da una famiglia di fabbri, non ancora ventenne si stabilì a Bologna dove diventò un popolarissimo cantastorie grazie anche alla protezione della famiglia Fantuzzi di Medicina che incoraggiò il suo estro poetico. Croce, soprannominato “Croce della Lira”, per la sua abilità nell’intonare i suoi componimenti poetici accompagnandosi alla lira da braccio, morì a Bologna nel 1609.

Le opere pervenuteci sono numerosissime, esse sono scritte in italiano, in bolognese, ma non mancano componimenti in diverse altre lingue e dialetti italiani, quali il bergamasco e il veneziano. La sua opera più famosa rimane certamente il romanzo Le sottilissime astuzie di Bertoldo, pubblicato a Milano nel 1606, ma degni di attenzione sono moltissimi componimenti tra cui spicca L’Eccellenza et Trionfo del Porco (Ferrara, 1594).

In quest’opera burlesca la trovata del Croce è di aver spostato la parodia dai moduli tradizionali dell’epopea a quelli contemporanei del trattato scientifico. Vengono argomentati, nei diversi capitoli, prima di giungere al trionfo conclusivo in cui il Porco viene portato alla festa accompagnato da tutta la “bestial natione” che canta inni in suo onore al suono di molti strumenti, le sue virtù, la sua storia, le sue qualità medicinali, le sue glorie, le sue imprese e le prodezze.

Ne L’Eccellenza i particolari grotteschi della narrazione si mescolano alla polemica antipedantesca, le citazioni dotte storiche e scientifiche si uniscono alla cultura popolare dei proverbi, gli elementi mitologici e classici si sposano con le descrizioni culinarie del trionfo carnevalesco con esiti spettacolari di rara comicità.